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LA SUPERFICIE OCULARE E LO STRESS FOTO-OSSIDATIVO
L’esposizione dei tessuti oculari alle radiazioni elettromagnetiche UV e a quelle HEV (luce blu), determina un trasferimento di energia da parte della luce ai tessuti oculari superficiali e profondi attraverso i mezzi diottrici.
Tra le fonti maggiori di luce blu sono da ricordare gli schermi dei moderni devices (computers, tablets, smartphones) ed i sistemi di illuminazione a LED, tanto è vero che gli istituti di sorveglianza ICNIRP e ACGIH hanno emanato delle specifiche raccomandazioni per la produzione di sistemi di illuminazione blu emittenti.
Poiché i maggiori utenti di questi dispositivi sono i giovani, i cui mezzi diottrici trasparenti consentono una penetrazione 3 volte maggiore delle radiazioni all’interno dell’occhio rispetto ad un soggetto di 75 anni, risulta evidente la necessità di proteggere l’apparato visivo dai danni fotobiologici derivanti dall’esposizione cronica.
Tra le fonti luminose va menzionata anche la luce laser impiegata
nelle diverse metodiche di chirurgia refrattiva
IL FILM LACRIMALE
Svolge, tra le altre, funzione difensiva nei confronti della superficie oculare, di tipo:
MECCANICO, grazie all’aumento della capacità di lavaggio e di diluizione, legata all’incremento della volumetria lacrimale.
CHIMICO, affidata all’azione della SuperOssidoDismutasi (SOD), in grado di neutralizzare i radicali liberi tra cui il perossinitrito evitando in tal modo la catena ossidativa su tutta la superficie dell’occhio.
La SOD è stata identificata nelle cellule epiteliali della cornea, insieme alla catalasi e alla glutatione perossidasi, ma a differenza degli altri 2 tipi di enzimi, è l’unica presente nelle lacrime.
Il carbossi.metil.beta-glucano è una delle principali molecole ad azione mucomimetica che si trova negli esteri della cellulosa e determina un’azione volumetrica sul film lacrimale ed idratante e lubrificante sulla superficie anteriore dell’occhio.





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